sabato 21 febbraio 2015

Terrorismo e geopolitica: chi decide?

 

Noi immaginiamo di vivere in un mondo diverso da quello  reale. Proviamo a mettere a fuoco.


Parto da Occhiali Onesti. Altrimenti ci si perde nel labirinto dell' eccesso di informazione globale. Che, per questo, è disinformazione. Cerco quindi di rimanere fedele al compito di  capire insieme a voi. 

Ci siamo occupati di Parigi insanguinata, dell'Europa solidale con Charlie dopo una settimana e divergente dopo un mese. Due volte abbiamo affrontato il tema del terrorismo (minuscolo per scelta) cercando la Politica (maiuscola per fede). Abbiamo trovato il primo, che in Europa ha fatto il bis a Copenaghen, con il medesimo rituale barbaro di Parigi. Contro la libertà, i nostri valori, gli Ebrei.
Ma non la seconda: la Politica. Grande assente che sola può contrastare davvero il fenomeno: parlando alla gente, spiegando perchè insieme non si ha paura, invitando i Popoli a tenersi per mano. Come quella domenica alla Bastiglia. Intraprendendo azioni concrete di contrasto condiviso, di resistenza tenace e di polizia internazionale.

Nel mezzo, tante parole e anche tanti loquaci silenzi. Il risultato mi pare il disorientamento dei più. E, in assenza di veri indirizzi, la reazione popolare di sempre: speriamo non tocchi a noi. Reazione pericolosa, perchè coabita con la paura e la precede.  Perchè è scollamento, è disinteresse, è non voto, è nausea.
Mentre il tema del terrorismo si aggroviglia con quelli dell'economia muscolare (Grecia), della guerra guerreggiata (Ucraina), della guerriglia dell'Isis e contro l'Isis (Siria, Iraq, Libia), con il coinvolgimento militare di Turchia, Egitto , Giordania ecc.

Ma lì in mezzo ci sono anche voci e fatti che è il caso di annotare. Per ricordarli poi. Per filtrare un pò l'acqua torbida in cui siamo immersi,per capire di più:

"Gli Europei sembrano ormai incapaci di pensare seriamente alla loro sicurezza", scrive nel suo editoriale il Corriere della Sera del 15 febbraio, e il giorno dopo spiega, a firma Galli della Loggia: "perchè sono ormai incapaci di pensare concettualmente la guerra". Gli Europei l'hanno cancellata dal loro orizzonte culturale. E' semplicemente una "inutile strage". Una definizione antistorica, che in realtà copre la paura che possa risorgere il demone che affolla il loro passato (aggressivo e antidemocratico)  
E conclude: gli "Europei della UE" (significativo ma inusuale raggruppamento, ndr) hanno lasciato la guerra agli Americani; li usano, salvo poi giudicarli guerrafondai. In realtà la consapevolezza della democrazia è rimasta solo  a Britannici e Americani, che pragmaticamente non escludono la guerra. Essa è necessaria per evitare che i loro princìpi e i valori alla base della loro convivenza civile vengano calpestati. Costretti alla resa, cioè a cambiare radicalmente. In sintesi estrema: In certi casi, senza la guerra c'è solo la resa alla violenza altrui.

E' una posizione lecita, e persino ovvia. In linea con la nostra Costituzione, che ripudia la guerra come mezzo di soluzione dei conflitti internazionali, ma non esclude la legittima difesa. Cioè di pensare seriamente alla propria sicurezza. Ma è una posizione inedita per un'Italia pacifista ad oltranza. Per tradizione, cultura, ideologia e interesse. Dalla fine della Guerra mondiale. Come la Germania. Ambedue sconfitte con ludibrio.
 
Questo accade mentre i Ministri degli Esteri  Gentiloni e della Difesa Pinotti si dichiarano favorevoli ad un intervento "di terra" (alto rischio di morti) in Libia, con un contingente di  5000 uomini (e donne) e mentre l'Italia si candida a guidare la missione. La Francia è sulla stessa linea. Mentre è in atto un braccio di ferro tra Grecia e UE (leggi Germania) sulle richieste forti di Tsipras (via la Troika, il debito va rinegoziato ecc). Mentre Putin gioca al gatto con il topo in Ucraina, e gli altri (leggi UE) stanno a guardare o quasi. 
Mentre la NATO (leggi USA) schiera nuove basi in tutto l'Est europeo, a ridosso della Russia, e questa spesso sconfina con caccia e bombardieri pesanti nello spazio aereo dell'Ovest, ordina esercitazioni di truppe, fa dichiarazioni che ricordano Stalin nel 1945, quando voleva mangiarsi la Polonia ed altro. Mentre Obama fa filtrare un richiamo ulteriore della la Guardia Nazionale (e commentatori italiani chiosano -sbagliando- che si tratta delle persone più bellicose, guerrafondaie e fasciste  d'America).

Poi (17 febbraio) la frenata che arriva da Washington e la marcia indietro su tutto. Renzi sconfessa i suoi Ministri sulla Libia e si prende tempo aspettando l'ONU. Restano "appesi" anche La Francia e, soprattutto, la Turchia. La Merkel  fa un passo verso la Grecia e Tsipras si accontenta del minimo per non perdere la faccia con i suoi. Questo accade anche perchè la Grecia riveste forte interesse strategico verso Est e gli States, da subito dopo le elezioni, raccomandano  alla UE di aiutarla a rimanere in Occidente. Altrimenti la disperazione (e la religione comune) potrebbero  portarla verso Putin. L'Isis, che pur continua la sua barbara offensiva di terrore con decine di altri morti ammazzati, diventa "meno importante". O almeno si "inscrive" in un cerchio più grande.

Oggi, mentre scrivo, è sabato 21 febbraio. E' passata solo una settimana dall'inizio di questi fotogrammi.  Ma il quadro del terrorismo che si mischia  alla geopolitica è molto mutato. Parigi insanguinata ed Europa Unita nel nome della Libertà sembrano ancora più lontane. La "real politik" riprende forza. Il sogno di risorgere, di andare insieme oltre l'unione doganale, degli affari, delle banche e della moneta sembra acora meno vivido, L'obbiettivo di una federazione politica sembra decisamente tornare lontano.
 
Per concludere:
 
1. Sia sulla Libia, sia sulla Grecia, sull'Ucraina, sul contrasto al terrorismo dell'Isis la linea è stata dettata dagli USA, in sintonia con una GB che è sempre meno europea (ma anche con Paesi di recente ingresso in UE, geograficamente collocati a ridosso della Russia)

2. La politica internazionale e la lotta al terrorismo la fanno gli eserciti e le potenze che li sostengono. Come ai tempi di Roma imperiale.

3. L'Europa litigiosa, disunita, che guarda a difendere il proprio passato ricco, con economie a diversa velocità, senza un collante ideale forte, non conta nulla o conta molto poco sullo scacchiere del mondo. Può solo parlare e illudere i suoi Popoli. 

4. Purtroppo noi siamo lì ad ascoltare il nulla. E dobbiamo decidere se continuare così o alzare le orecchie e la testa da un triste servaggio. Ma per risorgere occorrono idee, valori e forza d'animo. Occorre la Politica che non c'è.

5. Occhiali Onesti è qui per questo: difende la cultura d'Europa e i suoi giovani che hanno diritto di sperare; difende la civiltà comune, la straordinaria varietà dei territori e delle tradizioni; difende l'arte, la bellezza,  e...l'uso corretto del congiuntivo, con il carico di pensiero critico e cultura fine che porta con sè. Non solo nella lingua italiana!

 

 


11 commenti:

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    1. Grazie per le congratulazioni esclamative. Grazie davvero! Ma non posso scindere queste congratulazioni dal commento che precede. Nel quale, mi pare, esprimi perplessità sulla mia analisi. Che evidentemente ritieni troppo teorica. Cioè filosofia.
      Quale concretezza segue l'analisi?

      Il blog nel suo insieme connota e definisce la linea che propongo.
      Capire, condividere, elaborare, convincersi. Poi esprimere posizioni culturali e politiche mature. Senza più rilasciare ad alcuno deleghe in bianco. Andando a votare, controllando e marcando stretto la politica e l'amministrazione. Esigendone di migliori.

      Creare democrazia e consapevolezza dal basso. Riappropriandosi della Sovranità. Che appartiene al Popolo. Non siamo carbonari, anarchici, rivoluzionari, antagonisti o disobbedienti. Di questi ce ne sono già abbastanza! Siamo miti e tenaci. Siamo insieme e insieme possiamo tutto!

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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    1. Ho eliminato questo commento solo perchè era identico al primo delle 15.43. E cioè "filosofia..... va bene ma ????". Lo ripristino per chiarezza. Nessun intento censorio. Solo un pò d'ordine.

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  3. Ho una stanchezza particolare, forse solo momentanea.. spero almeno... nel confrontarmi con i massimi sistemi, la stanchezza dei Massimi? ohibò... battutaccia per alleggerire la tensione...?? gli arabi sono già qui? L'ISIS ci attacca? armiamoci e partiamo? ma perchè le persone preposte alla nostra sicurezza che ne sanno molto più di noi non parlano e ci dicono le cose come stanno veramente e non questo continuo e letale dibattito di tutti e di nessuno ? Vorrei occuparmi della strada sotto casa, dei servizi che non vanno nel mio quartiere, dei residenti che non dormono per il mercato sulla piazza, delle tasse che aumentano per non avere servizi nè tanto meno assistenza sanitaria, vorrei occuparmi delle cose che tocco ogni giorno e che mi riguardano....Per ISIS, terrorismo e sicurezza vorrei risposte chiare da chi dovrebbe darmele... e viene pagato per questo.... e pure bene.. e non le dà !
    Massimo Santucci

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  4. Caro Massimo,
    ognuno di noi vorrebbe potersi occupare del suo quartiere o del suo giardino. Come in passato ognuno voleva occuparsi del suo campo e dei suoi animali. Per fare questo ci vuole la pace. Un bene prezioso e impalpabile, che per esserci deve essere protetto e prodotto. Ci vuole sempre un ombrello per ripararsi dalla pioggia. Per molti anni dopo la guerra ci siamo rifugiati sotto ombrelli altrui. E abbiamo pagato un prezzo politico alto. Una sovranità limitata. Ora le cose sono molto cambiate e l'ombrello dobbiamo farcelo da soli. O più esattamente: poichè da soli è impossibile, con chi ci sta. Meglio se con i partner europei. Altrimenti vedo solo USA o Putin. Eviterei i due forni, che è la vocazione di casa. Ci hanno portato poca fortuna!

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    1. ok Massimo, sono d'accordo e giustamente mi riporti nel contesto della tua analisi: in sostanza, al posto dei due forni dovrebbe esserci un' Europa forte e unita, che parla una sola politica estera e soprattutto con una sola forza militare operativa: ma la Libia non è il frutto dell'interventismo francese e tedesco che volevano mettere nell'angolo qualsiasi pretesa italiana che pure aveva gestito da sola Mare Nostrum ? e il petrolio libico ?
      Insomma, mi sembra di capire: lavori in corso, attendismo e "stamoce boni"..... in attesa dell'Europa... quella vera!
      max santux

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  5. Caro Massimo,
    fare l'Europa significa anche smetterla di giocare a "incularella" tra partner. Smettere tutti, compresi noi, che da sempre stiamo con tutti o quasi.Pensando che si possa fare i furbi. Se l'Europa non decolla -e non sta decollando- dovremo scegliere tra Obama e Putin. Non potremmo stare con ambedue.

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    1. Caro Massimo, approfitto del Blog di Occhiali onesti - Sezione estero per darti alcune comunicazioni:
      domani sabato 28 a Piazza Verdi giornata della pulizia volontaria: i residenti si organizzano con AMA e Gabinetto del Sindaco (in senso di Ufficio....) e puliscono;
      ACEA mette a disposizione 30.ooo euro per progetti di riqualificazione sul territorio, che dici? dammi qualche idea?
      i fondi europei esistono e non sono spesi: come fare? come utilizzarli bene?
      perchè non fare un sito nostro su queste tematiche ?
      col nuovo Presidente è andato un amico del gruppo di Soraga (montagna - albergo laureati cattolici.. remember?)
      un abbraccio
      Massimo Santux

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    2. Mi pare una buona cosa cercare di "fare insieme ad altri". Molti parlano e pochi fanno: cioè si tirano su le maniche. Abbiamo troppo lasciato fare per concentrarci sui fatti nostri. E' stata una ubriacatura di IO contro NOI. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Abnorme potere a pochi senza controllo; e corruzione ovunque. E disimpegno. E' tempo di migrare anche se non è ancora settembre; se non siamo in terra d'Abruzzi e se non siamo pastori. Lasciamo gli stazzi! Un Nuovo Risorgimento viene.

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