Una nota su facebook mi ha indotto ad aggiungere qualcosa alla mia storia
Nel
mezzo della mia vita, mi è capitato di fare il Redattore Capo e poi il
Direttore Responsabile di Polizia Moderna, periodico mensile ufficiale
della Pubblica Sicurezza. Questa avventura è durata 17 anni, dal 1976 al 1992, ed è stata forse l'esperienza più bella, ricca ed emozionante della mia vita. Una fucina di idee, un semenzaio di giovani talenti, una cascata di frenetiche iniziative. Di certo anche un osservatorio privilegiato, posto su un'altana nel cuore dello Stato. Uno dei miei giovani collaboratori di allora, oggi un affermato giornalista, poco fa ha richiamato su Facebook quel
periodo e, tra l'altro, mi ha fatto ricordare che "Occhiali Onesti" fu
allora il titolo di un mio editoriale (che mi riprometto di ritrovare). Allora quegli "occhiali" servivano a decifrare una realtà complessa e dolorosa: quella degli anni di piombo. Erano lenti offerte specialmente agli agenti per comprendere un pò meglio l'ambiente in cui vivevano e operavano. Dove alcuni di loro ogni
mese morivano per mano di terroristi. Senza sapere bene perchè e per
chi. In una società dove non poche persone dichiaravano di non stare "nè con lo Stato nè con le Brigate rosse". In una situazione
dunque molto più difficile e calda di quella che il Sindaco Bill de
Blasio si trova ad affrontare in questi giorni a New York. Oggi
l'Italia, l'Europa e tutto il Mondo occidentale vivono un periodo
davvero molto delicato. L'Italia, in particolare, balla sull'orlo del
baratro; dove per baratro si intende non solo il dissesto politico,
organizzativo e finanziario, ma anche, e soprattutto, il dissesto etico.
Allora è forse utile richiamare in servizio gli Occhiali Onesti,
volgendo lo sguardo sul nostro "altrove" presente. Forse è stato questo
il percorso subliminale che, passando attraverso l'idea del "Cenacolo",
mi ha portato al titolo di questo blog. Forse mi sento inconsapevolmente
un Cincinnato, richiamato in servizio per dare una mano alla Patria in
pericolo (quale pretesa). Anche se, su questa strada, avverto sentore di
retorica; mentre intendo affrontare questo mio pezzo di vita nuova in
modo laico e pragmatico. Certo voglio dire la verità su ciò che vedo e
penso, con il vostro aiuto e il vostro stimolo. Voglio anche -se posso-
spezzare questo pane ideale a chi non ha gli strumenti per masticarlo e
digerirlo. Voglio infine -se posso- contribuire a fare un rammendo
delicato sul velluto logoro della nostra convivenza civile. Partendo dal
basso. Dalla consapevolezza dei Cittadini sovrani. Perchè dall'alto non
si può anche se si volesse. E certo sono in molti a non volerlo.