domenica 28 dicembre 2014

Ancora sull'autore

Una  nota su facebook mi ha indotto ad aggiungere qualcosa alla mia storia

Nel mezzo della mia vita, mi è capitato di fare il Redattore Capo e poi il Direttore Responsabile di Polizia Moderna, periodico mensile ufficiale della Pubblica Sicurezza. Questa avventura è durata 17 anni, dal 1976 al 1992, ed è stata forse l'esperienza più bella, ricca ed emozionante della mia vita. Una fucina di idee, un semenzaio di giovani talenti, una cascata di frenetiche iniziative. Di certo anche un osservatorio privilegiato, posto su un'altana nel cuore dello Stato. Uno dei miei giovani collaboratori di allora, oggi un affermato giornalista, poco fa ha richiamato su Facebook quel periodo e, tra l'altro, mi ha fatto ricordare che "Occhiali Onesti" fu allora il titolo di un mio editoriale (che mi riprometto di ritrovare). Allora quegli "occhiali" servivano a decifrare una realtà complessa e dolorosa: quella degli anni di piombo. Erano lenti offerte specialmente agli agenti per comprendere un pò meglio l'ambiente in cui vivevano e operavano. Dove alcuni di loro ogni mese morivano per mano di terroristi. Senza sapere bene perchè e per chi. In una società dove non poche persone dichiaravano di non stare "nè con lo Stato nè con le Brigate rosse". In una situazione dunque molto più difficile e calda di quella che il Sindaco Bill de Blasio si trova ad affrontare in questi giorni a New York. Oggi l'Italia, l'Europa e tutto il Mondo occidentale vivono un periodo davvero molto delicato. L'Italia, in particolare, balla sull'orlo del baratro; dove per baratro si intende non solo il dissesto politico, organizzativo e finanziario, ma anche, e soprattutto, il dissesto etico. Allora è forse utile richiamare in servizio gli Occhiali Onesti, volgendo lo sguardo sul nostro "altrove" presente. Forse è stato questo il percorso subliminale che, passando attraverso l'idea del "Cenacolo", mi ha portato al titolo di questo blog. Forse mi sento inconsapevolmente un Cincinnato, richiamato in servizio per dare una mano alla Patria in pericolo (quale pretesa). Anche se, su questa strada, avverto sentore di retorica; mentre intendo affrontare questo mio pezzo di vita nuova in modo laico e pragmatico. Certo voglio dire la verità su ciò che vedo e penso, con il vostro aiuto e il vostro stimolo. Voglio anche -se posso- spezzare questo pane ideale a chi non ha gli strumenti per masticarlo e digerirlo. Voglio infine -se posso- contribuire a fare un rammendo delicato sul velluto logoro della nostra convivenza civile. Partendo dal basso. Dalla consapevolezza dei Cittadini sovrani. Perchè dall'alto non si può anche se si volesse. E certo sono in molti a non volerlo.

sabato 27 dicembre 2014

Prova motori

Più di una persona mi ha comunicato che non riesce ad accedere al blog. Lo hanno fatto con twitter, facebook o mail. Altri mi hanno detto che accedevano a una pagina sola. Ho cambiato alcune impostazioni e comunicato l'indirizzo più corretto che è: occhialionesti.blogspot.it   Proviamo insieme come va ora, dopo la messa a punto. Grazie per la collaborazione. Insieme si può tutto.

venerdì 26 dicembre 2014

L'autore

Qualche nota sulla mia vita fin qui può aiutare a capire argomenti, atteggiamenti, e qualche ruvidità.

Sono deciso a non scrivere un curriculum, che non serve, ma a dare poche informazioni di base.  Sono ligure del Ponente, fortunato a nascere in un posto dove d'inverno nascono fiori e per uscire non serve il cappotto. Sono nato nel 1949, l'ultimo della prima metà del "Secolo breve" che ha cambiato il Mondo. Una famiglia semplice e gioiosa. Sono rimasto lì solo 19 anni, fino al diploma di maturità scientifica. Ma torno spesso a respirare il mio mare. Poi 32 anni quasi continuamente a Roma. Lì sono stato Cadetto e poi Ufficiale di Polizia fino al 1984. Anni in gran parte di piombo. Dopo Funzionario di Prefettura fino ai miei 50 anni. Ho avuto molte esperienze pubbliche e portato responsabilità di Stato. Talora ho pensato che pezzi di storia mi siano passati vicini. Dal 1999 vivo a Trento, dove fino al 2010 sono stato direttore dell'Autostrada del Brennero. Anni esaltanti per la sicurezza e i collegamenti con l'Europa, accompagnato da persone preparate e oneste. Anche qui ho visto cose che altri non hanno occasione di vedere. Ho una laurea in giurisprudenza, mi piace il diritto penale, la storia, la società; sono giornalista. Dal 2011 presidente di una Cooperativa sociale che si occupa di assistenza domiciliare alle persone anziane. Una Cooperativa vera, molto diversa da quelle che rubano i soldi destinati a soccorrere i migranti. Lo faccio ricevendo grandi soddisfazioni umane, e anche qui continuo a imparare cose nuove. Cose che non sempre si sanno. Ho una bella famiglia e tre figli. Tutti bravi, impegnati e belli dento e fuori. Il più piccolo ha 19 anni, e vedo il mondo anche con i suoi occhi. Un grande privilegio. Per  queste ragioni posso fornire Occhiali Onesti  in diversi campi talora difficili da conoscere, e sui quali circola molta superficialità,  inconsistenza, cialtroneria o vera e propria disinformazione.

mercoledì 17 dicembre 2014

Primi passi

Occhiali Onesti è uno spazio aperto. Un  luogo di luce e vento, come capita spesso sul mare e in alta montagna. Un'area dove sostare e respirare, vedere e capire.  

Occhiali Onesti è un ritrovo confortevole, dove dirsi la verità sulle cose che accadono e stare insieme. Un posto di condivisione, di crescita e di impegno.

Per quanti non si sono spaventati, fin qui, per l'aria un pò  inconsueta e rarefatta che forse si respira, aggiungo che Occhiali Onesti è anche un Blog ambizioso.

Intanto perchè gli occhiali consentono di vedere bene cio' che senza sarebbe difficile, e poi perchè sono, vogliono essere onesti: cioè terzi, indipendenti, trasparenti e senza filtri.

Occhiali Onesti per decifrare la realtà, complessa e veloce nel cambiamento; spesso incomprensibile; talora manipolata e distorta anche dai media.

                  

martedì 16 dicembre 2014

L'origine



La prima idea, frutto dei miei pensieri estivi: il Cenacolo.

Occhiali Onesti  nasce da qui.  Dalla stessa esigenza profonda.

Occhiali Onesti è figlio del Cenacolo e risuona con lui.                                       


Il Cenacolo è un’idea, un pensiero la cui gestazione è stata lenta e lunga, ma che nelle ultime settimane si è fatto insistente. Nasce dalla constatazione che non ci diamo il tempo di riflettere sulle cose, né spesso riusciamo a condividerle. Siamo bombardati da un eccesso d’informazione predigerita o casuale. Viviamo all’interno di una coscienza collettiva artificiale, immatura, poco responsabile; spesso deleghiamo ad altri la nostra sovranità di cittadini. Non riusciamo a distinguere il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto. Né pratichiamo e pretendiamo verità e rigore.
Il Cenacolo è un luogo dove riunirsi a riflettere sulle cose che accadono e  condividere punti di vista ed esperienze in un ambiente affidabile. La riflessione sarà  guidata, cioè aiutata e messa in ordine con un certo metodo, ma completamente libera. Inizialmente sarà utile avanzare una proposta di temi, ma in seguito anche gli argomenti da trattare potranno nascere spontaneamente. Il cenacolo è anche un luogo dove si possono trovare “occhiali onesti” per decifrare realtà complesse. Un luogo terzo, davvero indipendente. Un luogo mite, gioioso, serio; dove sentirsi accolti, star bene e capire.
Il Cenacolo ha una direzione e uno scopo: si tratta di crescere nella consapevolezza insieme ad altre persone, condividere valori, scoprirli comuni e più forti, impostare un risorgimento ideale e replicarlo. Come si fa in un giardino. Per seme, innesto o talea. Si tratta di costruire o ricostruire un umus fertile sul quale possa crescere vita. E piantare speranza.
Il Cenacolo è un ambiente culturale sensibile al bello, all’arte, alla natura, al rispetto della persona umana, nella convinzione che questi valori aiutino a vivere una vita migliore. Ed è aperto a tutti, ma particolarmente adatto alle persone che abbiano dentro interrogativi, inquietudine, curiosità. Che siano aperti al futuro. Che cerchino una visione. Che avvertano in sé il coraggio di possederla e di sostenerla.
Il Cenacolo caratterizza la sua identità con alcuni concetti, atteggiamenti e parole chiave che danno forma al suo perimetro culturale e che possono orientare la scelta di parteciparvi.  In questa cornice pone innanzitutto alcuni no: no all’intransigenza, all’ideologia, al rancore, alla rabbia, alle urla, alle parolacce e alle menzogne. Perché è un luogo educato e aperto. No anche a partiti, sindacati, lobby, campanili, interessi di parte, opportunismi. Perché è un luogo che non vuole essere strumento se non di cultura, comprensione e crescita. Simmetricamente dice si alla fiducia nel futuro, alla capacità di costruire rapporti, alla capacità di avere dei sogni, alla tolleranza, al rispetto, alla trasparenza, alla verità, all’onestà. E dà molta importanza a parole come, laicità, gratitudine, sobrietà, giovinezza, rinnovamento, responsabilità.  Perché è un luogo d’impegno umano e civile.
Il Cenacolo infine non è un salotto buono, non è un tea party, un dopolavoro o un circolo e naturalmente non è una setta o una carboneria, né una loggia o un luogo iniziatico. Non è un comitato, un movimento, un gruppo di pressione, né una mutua, né un’impresa. Cioè non ha, per ora, forma giuridica. Né organizzazione stabile. Perché è figlio soltanto della libertà di riunirsi e parlarsi. In sostanza il Cenacolo è il luogo più informale e non convenzionale possibile. E’ proprio quello che non c’è, come l’isola di Peter Pan! E forse è proprio quello di cui abbiamo bisogno.