La prima idea, frutto dei miei pensieri estivi: il Cenacolo.
Occhiali Onesti nasce da qui. Dalla stessa esigenza profonda.
Occhiali Onesti è figlio del Cenacolo e risuona con lui.
Il Cenacolo è un’idea, un pensiero la cui gestazione è stata
lenta e lunga, ma che nelle ultime settimane si è fatto insistente. Nasce dalla
constatazione che non ci diamo il tempo di riflettere sulle cose, né spesso
riusciamo a condividerle. Siamo bombardati da un eccesso d’informazione
predigerita o casuale. Viviamo all’interno di una coscienza collettiva
artificiale, immatura, poco responsabile; spesso deleghiamo ad altri la nostra
sovranità di cittadini. Non riusciamo a distinguere il vero dal falso, il
giusto dall’ingiusto. Né pratichiamo e pretendiamo verità e rigore.
Il Cenacolo è un luogo dove riunirsi a riflettere sulle cose
che accadono e condividere punti di
vista ed esperienze in un ambiente affidabile. La riflessione sarà guidata, cioè aiutata e messa in ordine con un
certo metodo, ma completamente libera. Inizialmente sarà utile avanzare una proposta
di temi, ma in seguito anche gli argomenti da trattare potranno nascere
spontaneamente. Il cenacolo è anche un luogo dove si possono trovare “occhiali
onesti” per decifrare realtà complesse. Un luogo terzo, davvero indipendente. Un
luogo mite, gioioso, serio; dove sentirsi accolti, star bene e capire.
Il Cenacolo ha una direzione e uno scopo: si tratta di
crescere nella consapevolezza insieme ad altre persone, condividere valori,
scoprirli comuni e più forti, impostare un risorgimento ideale e replicarlo.
Come si fa in un giardino. Per seme, innesto o talea. Si tratta di costruire o
ricostruire un umus fertile sul quale possa crescere vita. E piantare speranza.
Il Cenacolo è un ambiente culturale sensibile al bello,
all’arte, alla natura, al rispetto della persona umana, nella convinzione che
questi valori aiutino a vivere una vita migliore. Ed è aperto a tutti, ma
particolarmente adatto alle persone che abbiano dentro interrogativi,
inquietudine, curiosità. Che siano aperti al futuro. Che cerchino una visione.
Che avvertano in sé il coraggio di possederla e di sostenerla.
Il Cenacolo caratterizza la sua identità con alcuni concetti,
atteggiamenti e parole chiave che danno forma al suo perimetro culturale e
che possono orientare la scelta
di parteciparvi. In questa cornice pone
innanzitutto alcuni no: no all’intransigenza, all’ideologia, al rancore, alla
rabbia, alle urla, alle parolacce e alle menzogne. Perché è un luogo educato e
aperto. No anche a partiti, sindacati, lobby, campanili, interessi di parte,
opportunismi. Perché è un luogo che non vuole essere strumento se non di
cultura, comprensione e crescita. Simmetricamente dice si alla fiducia nel
futuro, alla capacità di costruire rapporti, alla capacità di avere dei sogni,
alla tolleranza, al rispetto, alla trasparenza, alla verità, all’onestà. E dà
molta importanza a parole come, laicità, gratitudine, sobrietà, giovinezza,
rinnovamento, responsabilità. Perché è
un luogo d’impegno umano e civile.
Il Cenacolo infine non è un salotto buono, non è un tea
party, un dopolavoro o un circolo e naturalmente non è una setta o una
carboneria, né una loggia o un luogo iniziatico. Non è un comitato, un
movimento, un gruppo di pressione, né una mutua, né un’impresa. Cioè non ha,
per ora, forma giuridica. Né organizzazione stabile. Perché è figlio soltanto della
libertà di riunirsi e parlarsi. In sostanza il Cenacolo è il luogo più informale
e non convenzionale possibile. E’ proprio quello che non c’è, come l’isola di
Peter Pan! E forse è proprio quello di cui abbiamo bisogno.