domenica 29 marzo 2015

Geopolitica e terrorismo: "Eppur si muove"


Non nella direzione che pensiamo, nè con i mezzi che ci aspettiamo e neppure forse per gli scopi dichiarati: ma la Geopolitica si muove. Occorre svegliarsi e partecipare. Perchè possiamo diventare più consapevoli e sovrani.


Il progetto della Comunità interazionale per il contrasto allo stato islamico che avanza è fermo; o non si vede. Forse perchè, come ha dichiarato venerdì 27 scorso Romano Prodi (particolarmente "libero" in questo marzo): gli USA non "pilotano" come ai tempi di Clinton e l'Europa non è in grado di farlo. Quindi siamo in stallo. E questo conferma ciò che ho scritto qui dai fatti di Parigi in poi.

Con una novità non da poco: la Gran Bretagna ha preso -per la prima volta nel dopoguerra- le distanze dagli Stati Uniti entrando a far parte dei soci fondatori dell'Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) voluta dalla Cina, cui finora aderiscono 21 Paesi asiatici, tra cui l'India, il Pakistan e il Vietnam. In diretta concorrenza con la Banca Mondiale (controllo USA), con il Fondo Monetario Internazionale (controllo Europa/USA) e con l'Asian Development Bank, (controllo Giappone/USA). Vibranti le proteste degli Stati Uniti. Ma subito dopo Germania, Francia e Italia si sono aggiunte ai soci fondatori dell'AIIB. Rilevante movimento geopolitico dunque, non solo per l'Asia. 

In Europa la Manica potrebbe restringersi, come abbiamo auspicato, perchè, a mio parere, non può resistere a lungo un polo Britannico (vivo e vitale) senza Europa e senza USA. Anche se il Governo di Sua Maestà forse pensa ad una Sterlina e ad un Commonwealth forti. Ma soprattutto al governo del mercato globale basato sul potere e sull'efficienza della City. Mettendo a frutto un momento di vuoto di potere evidente. Quello in cui gioca anche Putin. Forse sarebbe utile che la Germania e la Francia riconoscessero a Londra un ruolo consono. Maggiore dell'attuale. Con reciproco vantaggio e migliore equilibrio europeo (nonchè vantaggio di tutta l'Unione). Smettendo di giocare al primo della classe e di farsi i dispetti. In questo nuovo quadro la lotta al terrorismo potrebbe prendere corpo e trovare anche un pilota o un concerto tra piloti. Non più solo USA/Russia in cabina di regia. Ma anche Europa (più unita), Cina, e forse qualche altro Paese emergente.

L'altra novità che mi ha colpito è il documento presentato il 13 marzo scorso al Consiglio dei diritti umani di Ginevra (ONU). Si tratta di una inconsueta "Dichiarazione congiunta" di Santa Sede, Federazione Russa e Libano, sostenuta da 63 Stati, dal titolo "Sostenere i diritti umani dei Cristiani e delle altre Comunità, in particolare nel Medio Oriente". La Radio Vaticana il 16 marzo dice che "di fronte ad un rischio di estensione di alleanze tra Isis, Talebani, Al Qaida e fanatici vari" occorre fare il necessario per (parole di Papa Francesco): "contrastare la persecuzione che il mondo cerca di nascondere". E ancora Francesco: "è lecito fermare l'aggressore ingiusto"; bisogna però farlo: "nel quadro del diritto internazionale, senza affidare la risoluzione del problema alla sola risposta militare". Come intervenire deve quindi deciderlo il Consiglio di Sicurezza.

Alcune osservazioni:
1. Una Dichiarazione comune di Santa Sede e Federazione Russa fino ad oggi era impensabile. Significa che il dialogo con la Chiesa Ortodossa in questi anni è andato molto avanti. Questi sono i frutti: anche perchè Putin ha saputo negli anni in qualche modo assecondare, blandire, accompagnare quel percorso. E al momento giusto profittarne. Significa anche che le Religioni si parlano più  e meglio degli Stati, come afferma Michel Houellebecq. (vedi per questo nel Blog :"L'Europa una settimana dopo Parigi", pubblicato il 15 gennaio);

2. La Dichiarazione non è singolare perchè afferma che la difesa con la forza è legittima, sia pure come "ultima ratio" e in modo proporzionato. Questo è un principio antico e pacifico, che è presente da secoli nella Chiesa di Roma. Come anche nel Diritto Romano. E da lì si è trasferito come principio cardine in tutti gli Ordinamenti democratici moderni;

3. La Dichiarazione invece è singolare perchè (lo dice il Segretario di Stato Parolin): "è urgente modificare il paradigma su cui poggia l'Ordinamento internazionale"..."operare per prevenire la guerra in ogni sua forma"..."dare consistenza a norme in grado di sviluppare, rendere attuali e imporre quegli strumenti gia' previsti per risolvere pacificamente le controversie e scongiurare il ricorso alle armi: dialogo, negoziato, trattativa..." Non è difficile scorgere la condanna di tutti gli atteggiamenti muscolari ( anche quelli USA ed Europei, oltrechè Mediorentali ed Africani), ma soprattutto una spinta al riordinamento degli strumenti inefficienti ed inefficaci nella prevenzione dei conflitti. Compresa l'ONU;

4. A me pare di vederci anche una presa d'atto lucida e realistica del definitivo superamento degli equilibri geopolitici sanciti dalla seconda Guerra mondiale. Dai quali è nata l'ONU. Ed è significativo che, nell'assenza di un "pilota", come lo chiama Prodi, il timone del rinnovamento ideale del governo del mondo per il mantenimento della pace lo assuma Francesco;

5. Noi fin qui di Francesco abbiamo evidenziato la semplicità e la visione si una Chiesa povera e misericordiosa. Ispirata al Santo di Assisi, patrono d'Italia. Ma non dimentichiamo che, dal Concilio Vaticano Secondo in poi, Assisi è diventata il centro mondiale del dialogo interreligioso ed interconfesionale. E che il Santo non era solo povero e mite, ma anche un uomo forte e pugnace a difesa dei piccoli, attivo anche sulla scena internazionale del suo tempo. Infine che il Papa Gesuita non poteva non avere in mente anche questo nello scegliere quel nome.


Lo scorso venerdì 27 marzo il Consiglio di Sicurezza dell'ONU, per la prima volta nella sua storia, ha dedicato un dibattito alla persecuzione dei Cristiani e delle altre minoranze da parte del fondamentalismo Jihadista. La Francia, Presidente di turno, è stata particolarmente attiva con il suo Ministro degli Esteri Laurent Fabius. La linea vaticana ha ricevuto ampio consenso e il Segretario generale Ban Ki-moon ha annunciato che "le Nazioni Unite stanno mettendo a punto un piano di azione per la prevenzione dell'estremismo violento, che lanceremo nel mese di settembre".  Chissà se al rientro dalle vacanze troverà la sedia! 



2 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  2. Ho eliminato il commento perchè non aveva alcun nesso logico con quanto da me scritto.

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