I Governi non ce la fanno a costruire l'Unione Federale. Tocca ai popoli d'Europa sognare.
Ho scritto di terrorismo islamico domenica 15 marzo, ricorrendo -per il titolo- alla parafrasi di un vecchio proverbio: "Quando non c'è il gatto, i topi ballano". Che è diventato: "Mentre noi discutiamo sul gatto, l'Isis balla!" E' passata un'intera settimana; un tempo politicamente lungo nelle circostanze presenti: noi (Europei e Italiani) continuiamo a discutere senza decidere nulla di concreto; il gatto (una politica comune di contrasto serio al terrorismo) è un ectoplasma che non si materializza; lo scorso 18 marzo è accaduto il fattaccio di Tunisi con 22 morti, di cui 4 italiani. Più grave di Parigi e Copenaghen insieme.
Nel frattempo l'ONU (che doveva dare indirizzi sulla Libia) si parla sopra senza concludere; i Grandi Decisori, USA e Russia, sono in stallo (sul groviglio di temi strategici di cui abbiamo più volte riferito); la UE lo scorso 16 marzo -al termine del Consiglio dei 28 (ventotto!) Ministri degli Esteri- dà al suo Alto Rappresentante Mogherini questo chiaro compito (virgolettato dal Corriere della Sera del 17 marzo, a pag 17, per la firma prestigiosa di Ivo Caizzi, suo inviato a Bruxelles):
"Presentare al più presto proposte su possibili attività nell'ambito della politica comune di sicurezza e difesa a sostegno degli accordi sulla sicurezza, in stretto coordinamento con le Nazioni Unite, la Libia, i partner principali e gli attori regionali, come contributo a una più ampia gamma di opzioni politiche nel contesto di un quadro politico aggiornato per affrontare la crisi, che deve essere sviluppato dallo stesso Alto Rappresentante e dalla Commissione"
Il suo obiettivo è assolvere l'incarico "al più tardi entro il Consiglio Esteri del 20 aprile".
Ho letto e riletto. Difficile scovare un testo più fumoso. Credo sia burocratese pensato apposta per dire e non dire. In sintesi non dice nulla. Quindi il compito di Mogherini è non fare nulla, insieme alla Commissione, fino al prossimo 20 aprile! La Cupola del mondo può disporre di un'altro mese per cercare i propri equilibri per i propri interessi. Il che -però- è criminale nei confronti di chi ci lascia le penne. Perchè, ce lo ricorda il Papa, ci sono anche i peccati di omissione. Il non fare può uccidere! Naturalmente, nel decidere il nulla, nessuno ha messo in conto i morti veri di Tunisi, giunti puntualmente due giorni dopo. Certo ci dev'essere in giro qualche iettatore! Che si permette di disturbare cervelli -Dio li riposi- affaccendati in tutt'altre faccende!
Poi il Consiglio d'Europa il 19 e 20 marzo. Quello con i Capi di Stato e di Governo. E anche lì affannosamente ho cercato di capire se qualcosa si muove. Dichiarazioni di Renzi, Hollande, Merkel; precisazioni di Gentiloni e altri Ministri degli Esteri. Funerali. Orazioni. Tutta fuffa. Non solo italiana. L'alternativa -possibile- è che mi sia rincretinito. Ho percorso giornali, special televisivi, web, social media. La situazione internazionale non è molto diversa dallo scorso gennaio. Vecchi equilibri rotti: quelli nuovi non ci sono e si faticherà molto a trovarli; in pace. Anzi, cercando novità e conferme, mi appare evidente che da alcuni anni accomuliamo solo ritardi su tutto il Teatro mediterraneo, nel Medio oriente e nei Balcani. Immagino anche altrove, ma mi dichiaro non competente più in là.
Ci sono testimonianze di diversi Ambasciatori ed esperti italiani ed europei su questo punto. Anche politici seri, competenti, non più in carica. Tutti abbastanza concordi nel sottolineare la latitanza comune di chi nel mondo conta sia nel leggere le situazioni, sia nel comprenderle, sia nell'assumere determinazioni al riguardo. Ma questo non arriva forte e chiaro alla pubblica opinione, perchè i nostri sistemi mediatici intagrati non provvedono a informarci. Anzi sembrano fare il possibile per disinformare, tenere buono il Popolo (Sovrano solo sulle Carte costituzionali) dare tempo ai potenti che lo chiedono. Perchè non sanno cosa fare o non possono farlo. Perchè ci sono interessi più grandi rispetto al terrorismo nelle nostre strade.
Io torno a dire che l'unica via per combattere e vincere il terrorismo è unirci di più. Molto di più di ora. Così come siamo messi non andiamo da nessuna parte. Ci vuone unità e molta determinazione. Occorre reagire alla paura. Occorre che tutti sappiano che c'è qualcuno che provvede, e che merita tutta la nostra fiducia. Ci vuole lo spirito di quella domenica 11 gennaio a Parigi in piazza della Repubblica e in quella attigua della Bastiglia. E questo a mio parere si può fare solo riattivando davvero il percorso di convergenza verso una Federazione d'Europa.
Alcuni Stati d'Europa, tra cui l'Italia e la Germania, negli anni 70 e 80 sconfissero il terrorismo con la politica, l'unità, le buone leggi, e lo sforzo comune di Polizia, Magistrati, Giornalisti, Imprenditori, Sindacati, Partiti e Cittadini. Rispettando le Libertà della Democrazia scolpite nelle rispettive Costituzioni. In quel tempo, dopo molti errori e dubbi e ritardi, fu possibile essere tutti Stato e Comunità insieme. Io c'ero, ed ero un Poliziotto. Un giovane Ufficiale. Chiamato anche a gestire una parte della comunicazione interna all'Istituzione Polizia. Ogni mese molti morti per terra. Ogni mese funerali di Stato. Famiglie rovinate. Persone ferite. Immenso dolore. Ma la speranza e la luce vinsero quando ci sentimmo insieme tra la gente. Quando si cominciò a tessere unità e rispetto dal basso. Rispetto che dura ancora oggi.
Col terrorismo non c'è altra strada se non questa. L'alternativa è la solitudine. E soli c'è solo disperazione e morte. Non si può scaricare il compito ad altri. Soldati, poliziotti, servizi informativi, teste di cuoio, reparti d'assalto, strateghi... Non c'è alla fine nessuno che possa levarti dal fuoco tutte le castagne. Che possa azzerare i rischi. Bisogna impegnarsi in prima persona. Tutti. Perchè vince l'unione salda delle Istituzioni con il Popolo.
Questa volta è più difficile, perchè da un lato la minaccia è sovrannazionale, dall'altra non c'è un'Istituzione unica che ci leghi tutti insieme. Come Popoli dell'Europa. USE (United States of Europe) è la soluzione per dare una risposta efficace. Per costruire una politica estera, della difesa e della sicurezza comuni. Molto di più dell'Unione dei mercati e dei mercanti e anche della moneta e della banche.
Ci vuole una forte tensione spirituale e ideale per volere ciò di cui parlo, e poi ottenerlo. Ed è anche una straordinaria opportunità. Da cogliere. Per avere una dignità diversa e più tutela dei nostri diritti nel mondo. Per assumerci tutte le nostre responsabilità adulte. Per compiere il sogno dei Padri Fondatori.
Forse per un disegno così grande e bello potrebbe cambiare parere anche la Gran Bretagna, che in Europa è da sempre faro di libertà, di concretezza, di conoscenza e di coraggio; ma che non è più qui con noi da tempo. Forse già a partire dalla fine della seconda Guerra mondiale. Terribile per Lei e i Cittadini britannici.
Davvero la Manica è assai più stretta dell'Atlantico! E questo ha una sua forza antica ineludibile. E autorizza la speranza. In fondo sarebbe una secessione a rovescio dopo 240 anni. Allora sì che l'Europa Federale potrebbe funzionare davvero! Una dichiarazione d'Indipendenza dell'Europa dagli USA. Nel reciproco duraturo rispetto. E riconoscendo loro anche tutti i meriti che hanno.