-
domenica 9 giugno 2019
giovedì 30 agosto 2018
Niente paura: tutto è abbastanza normale
Vedo in giro smarrimento e inquietudine sul mondo che cambia troppo velocemente per i nostri ritmi. Cambia la politica, l'economia, la tecnologia, la società civile, i costumi. Cambiano le relazioni tra gli Stati nel contesto globale; e anche qui vengono a mancare molte sicurezze, consolidate dalla fine della guerra mondiale.
Da oltre dieci anni -a partire dalla grande crisi del 2007 (i due mandati di Obama e questo di Trump)- siamo all'interno di una curva a gomito nelle relazioni internazionali e nelle relazioni in genere.
Abbiamo meno solidarietà atlantica e meno Europa. Si fa forte il peso di Cina e Russia. Si consolidano di nuovo i nazionalismi, che in molti oggi chiamano sovranismi e populismi forse per non evocare fantasmi. Aumentano intorno a noi e dentro di noi la violenza e l'insofferenza. Anche perche', stando dentro la curva stretta del cambiamento e percorrendola a velocità elevata, il panorama scorre troppo in fretta per fissare immagini nitide.
Vorrei rassicurare chi legge: non è tutto sotto controllo, ma è tutto abbastanza normale. Abbiamo avuto in Europa una lunga stagione di quiete e speranza dopo una grande tempesta e molti hanno pensato che potesse durare per sempre. Ma la storia ha ricominciato a correre, e turba le nostre abitudini e gli equilibri interiori.
Senza scomodare eventi lontani, come la caduta dell'Impero Romano, possiamo pensare alle rivoluzioni della fine del '700 (americana e francese); ai sommovimenti dell' '800, che hanno cambiato i connotati all'Europa; al '900 "breve", che ha sopportato due guerre mondiali, la rivoluzione russa e la caduta del muro di Berlino. Più in generale, tutta la Storia umana e' un susseguirsi di colpi di mano, interessi contrapposti, prove di forza. In sintesi manifestazioni di egoismi.
Guardato da lontano, e con l'aiuto di occhiali onesti, tutto questo è abbastanza normale. Solo che, in questi 70 anni tranquilli, siamo diventati più ignoranti e più miopi. Assuefatti alla stabilità e da essa dipendenti. E nel dopoguerra sono nate tre generazioni, a partire dalla mia, che -certo cresciute in conoscenze economiche e tecnologiche- si stupiscono di cose che i nostri nonni avevano ben chiare nel loro bagaglio mentale. E davano loro molta forza.
Per esempio: c'è una necessaria simmetria tra diritti e doveri: abbiamo esteso solo i primi; la ricchezza si crea tirandosi su le maniche e lavorando sodo: molti pensano di trascorrerla divertendosi ; le certezze stanno dentro di noi e così il coraggio: non fuori; occorre investire in una famiglia stabile, in buone relazioni di vicinato, esercitare la solidarietà, rispettare chi ha esperienza. Bisogna fare e non delegare, e fare senza ritardo. Non possiamo aspettarci da terzi quello che non facciamo noi, ecc. Potrei andare molto avanti su questa strada, ma mi fermo per sintesi e per evitare pedanterie. Mi basta rendere l'idea.
Quindi non dobbiamo avere paura del cambiamento in atto, ma possiamo irrobustisci e darci coraggio l'un l'altro. Il mondo non si fermerà per ascoltare i nostri lamenti, ma noi abbiamo modo di aspettarlo a piè fermo, con la nostra forza d'animo. Con più addestramento all'inaspettato e alle difficoltà.
E' una piccola cosa questa, come vi avevo preannunciato. Una "scheggia" di pensieri brevi. Ma, forse, puo' contribuire a farci capire la direzione verso la quale guardare per investire le nostre energie. E non avere paura.
Leggete e moltiplicatevi.
Massimo Occello
mercoledì 29 agosto 2018
Prova motori in vista della ripresa
Cari Amici e Lettori,
in queste giornate estive calde e pigre stò meditando di riprendere questo mio Blog, che ho abbandonato nel 2015, quando ho assunto la direzione di Sentire, settimanale on line con sede in Rovereto (TN), che ho retto per due anni, fino al luglio 2017.
Ora è passato oltre un anno e avverto forte il desiderio di comunicare i miei pensieri in modo un po' più strutturato di quanto possa avvenire su Twitter o Facebook.
in queste giornate estive calde e pigre stò meditando di riprendere questo mio Blog, che ho abbandonato nel 2015, quando ho assunto la direzione di Sentire, settimanale on line con sede in Rovereto (TN), che ho retto per due anni, fino al luglio 2017.
Ora è passato oltre un anno e avverto forte il desiderio di comunicare i miei pensieri in modo un po' più strutturato di quanto possa avvenire su Twitter o Facebook.
Vediamo cosa ne uscirà. Questo è un primo avviso, che suona un po' come una minaccia. Ma seguiranno altre piccole cose!
Arrivederci ed a rileggerci presto!
Massimo Occello
Copyright
I contenuti presenti sul blog "Occhiali Onesti"
dei quali è autore il proprietario del blog non possono essere
copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti perché appartenenti
all'Autore stesso.
E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’Autore.
Copyright © 2014 - 2024 Occhiali Onesti by Massimo Occello Giornalista. All rights reserved.
E’ vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma.
E’ vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’Autore.
Copyright © 2014 - 2024 Occhiali Onesti by Massimo Occello Giornalista. All rights reserved.
giovedì 14 maggio 2015
In attesa che la voce torni
Per capire, occorre rovistare nella polvere delle macerie.
Occhiali Onesti non è andato in pensione. Sono in attesa di riprendere la voce. Non è stato un raffreddore, ma piuttosto il pudore di non aumentare l'avvilimento con i miei pensieri. Che sono abbastanza scuri: con questi uomini e con questi comportamenti non siamo messi bene.
E questo dissesto è evidente sui diversi piani che in questi mesi abbiamo toccato, sia quando abbiamo guardato lontano sia quando lo abbiamo fatto da vicino. Abbiamo constatato che la Politica internazionale e anche il suo Diritto si basano ancora sulla forza, più o meno come ai tempi dell'Impero Romano. E che in casa nostra comandano altri (pochi Potenti) anche sui temi fondanti della sovranità. Io mi ero illuso che proprio così non fosse.
Abbiamo visto l'ONU, sollecitato con forza dal Papa (insieme a Putin e al martoriato Libano) a rivedere profondamente le regole del suo comportamento e delle sue decisioni nelle emergenze, (terrorismo, genocidi, stragi ) adottare una tecnica dilatoria: meglio rimandare a settembre anche il piano d'intervento. Chi pensa diverso non si faccia illusioni. La fretta è cattiva consigliera anche quando (altrove) si muore.
Abbiamo constatato l'incapacità dell'Europa di darsi una politica comune nei confronti del terrorismo e, da ultimo, sull'immigrazione e sui morti in mare. Qualche apertura per carità di Patria -o solo per salvare la faccia- si è avuta in questi giorni sui rifugiati, cioè sui richiedenti asilo politico, che sono una parte piccola del fenomeno migratorio. Con la dissociazione di Gran Bretagna e di diversi Paesi di recente ingresso. Vergogna.
Abbiamo visto molta miopia sulla Grecia (rischiando di destabilizzarci tutti) e sulla Libia, consegnando ogni responsabilità all'ONU (sic!). E constatato la rinuncia a progredire verso una Unione più forte, anche se questo comporterà gravi danni a tutti nel medio periodo. Siamo capaci solo di tattiche e di virtuosismi con i media. Stolti e corti.
Abbiamo visto molta miopia sulla Grecia (rischiando di destabilizzarci tutti) e sulla Libia, consegnando ogni responsabilità all'ONU (sic!). E constatato la rinuncia a progredire verso una Unione più forte, anche se questo comporterà gravi danni a tutti nel medio periodo. Siamo capaci solo di tattiche e di virtuosismi con i media. Stolti e corti.
Abbiamo fatto qualche considerazione sulla Democrazia in pericolo se non riusciamo a partecipare e ad impegnarci. Le Libertà compresse, i Diritti lesi, i Doveri dimenticati. Tutti che guardano a domani. Incapaci persino di pensare a un mese o a un anno. Figuriamoci alla vita dei figli e dei nipoti.
Io penso all'Unità d'Italia, agli eroismi e ai sacrifici del Risorgimento e della prima Guerra mondiale. Il 25 aprile ho pensato alla Resistenza tradita ma anche ai Militari regolari dimenticati e alle polemiche pretestuose a distanza di 70 anni (stranamente rinvigorite quest'anno, quasi a voler placare certe "ansie" identitarie alla sinistra del PD). Penso spesso alle vittime del terrorismo degli anni '70-'80, sui cui corpi si è ricostruita una coesione difficile e preziosa. Irriconoscenza volgare e ignorante. Oggi vedo lo spettacolo miserabile e incosciente del PD spaccato, che replica la vergogna dei 101 che trombarono Prodi (che non mi è particolarmente simpatico). Ma il modo ancora mi offende.
Vedo una sinistra arrabbiata che non sa scegliere di governare e rinunciare ai movimenti. Vogliono essere forza di lotta e di governo. Come 40 anni fa. Ci sono di nuovo ammiccamenti verso forze antagoniste e violente. Ci sono forme di rifondazione del comunismo, e non mi stupirei di rivedere le rimesse di Mosca a Landini e compagni. Così come aiuti d'altra marca alla Lega xenofoba.
Vedo una sinistra arrabbiata che non sa scegliere di governare e rinunciare ai movimenti. Vogliono essere forza di lotta e di governo. Come 40 anni fa. Ci sono di nuovo ammiccamenti verso forze antagoniste e violente. Ci sono forme di rifondazione del comunismo, e non mi stupirei di rivedere le rimesse di Mosca a Landini e compagni. Così come aiuti d'altra marca alla Lega xenofoba.
Vedo un fascio di gente becera a destra, incapace di esprimere un'opposizione seria. Senza disegno o sogno strategico. Fanno a chi urla più forte senza sapere cosa dicono. Non avrei mai immaginato di rimpiangere Fini.
Abbiamo trattato la legge elettorale come fosse lo strumento del nostro prossimo successo o della nostra prossima sconfitta. Un approccio incolto, grezzo e solo strumentale alla poltrona. Argomentazioni puerili e citazioni storiche a sproposito. Tutti i mezzi, anche i più spregevoli e falsi, sono stati giustificati pur di arrivare all'obbiettivo. Anche se questo non aveva alcun pregio per il bene comune. Poi siamo riusciti a portare a casa una "cosa" certa. Con fatica esagerata.
E subito il mare delle polemiche si placa come se nulla fosse, e si sposta come per incanto sulla scuola, che è la prossima trincea di resistenza al cambiamento. Un miracolo di cialtroneria. Dove Camusso ritiene di poter ancora dimostrare, almeno lì, di essere l'azionista di maggioranza del PD. Come trent'anni fa. Una battaglia perduta in partenza. Perchè il tempo è passato non solo per me.
E subito il mare delle polemiche si placa come se nulla fosse, e si sposta come per incanto sulla scuola, che è la prossima trincea di resistenza al cambiamento. Un miracolo di cialtroneria. Dove Camusso ritiene di poter ancora dimostrare, almeno lì, di essere l'azionista di maggioranza del PD. Come trent'anni fa. Una battaglia perduta in partenza. Perchè il tempo è passato non solo per me.
Per capire occorre davvero rovistare nei cassonetti e ricomporre mosaici di macerie. Col naso turato per l'odore della spazzatura. Questa è l'altra ragione ragione per cui scrivo poco o non scrivo. La prima, come ho detto, è non aumentare l'avvilimento.
giovedì 16 aprile 2015
Attimi deboli
Un punto di verifica per continuare questo percorso insieme
In queste tre settimane non ho scritto nulla: un pò perchè mi sono preso una vacanza; un pò perchè stanno succedendo troppe cose insieme, e trovo difficile fare sintesi; un pò perchè sono stupito dalla pochezza della politica (non solo nazionale) e dalla povertà della risposta della società civile a questa insufficienza evidente. Un pò perchè non so.
Voi però sapete con quanto entusiasmo e tenacia ho proposto e difeso il mio sogno. La visione di un risorgimento etico possibile: un riscatto che può nascere solo insieme e dal basso. Un respiro largo, che non si limita al campanile o all'Italia, ma coinvolge la fraternità d'Europa. Fino alla proposta, spesso ripetuta, di una Federazione tra gli Stati d'Europa. Perchè altrimenti siamo tutti destinati a non contare nulla nel mondo e di conseguenza a perdere pian piano la nostra straordinaria cultura e la nostra identità.
Io continuo a credere molto in ciò che vi ho detto. Sia quando ho declinato valori, imbarcando qualche critica; sia quando ho seguito e commentato l'elezione del Presidente della Repubblica, un fiore inaspettatamente nato dal fango; sia quando ho parlato del catechismo laico di Papa Francesco (figura che giganteggia in un panorama di nani); sia quando mi sono occupato di terrorismo da Parigi a Tunisi, passando per Copenaghen. E poi la Libia, la Siria, l'Ucraina, l'Iraq e altro: ho trovato -come sapete- molti interessi di bottega, poche idee, stitichezza di cuore. Molta ipocrisia. Molta approssimazione. Una geopolitica grezza, muscolare, sostanzialmente non diversa da quella di 2000 anni fa.
Rileggendo quei 31 post, io so che ho scritto cose comprensibili e vere. Che hanno aiutato me a razionalizzare nodi intricati e che forse sono state utili anche a voi per capire meglio in che razza di groviglio siamo invischiati. E quanto sia diversa la percezione mediatica dalla realtà. Abbiamo la possibilità di rinascere, di risollevarci da questo buio basso: ma occorre coraggio, schiena dritta e fare squadra.
Ho avuto moltissimi contatti "muti" (ad oggi sono più di 30.000), qualche decina di commenti, diverse riprese e qualche apprezzamento specialmente su Twitter e su Facebook. Ringrazio ancora per questo. Non avrei immaginato tanto e quindi sono contento e grato. Ma...
Ora ho bisogno io di carica. Della vostra vicinanza, della vostra passione, dei vostri pensieri. Ho intenzione di continuare e onorare l'impegno che ho preso con me stesso e con voi. Ma avverto un pò di stanchezza. Per questo ho deciso di condividere anche questi attimi deboli.
domenica 29 marzo 2015
Geopolitica e terrorismo: "Eppur si muove"
Non nella direzione che pensiamo, nè con i mezzi che ci aspettiamo e neppure forse per gli scopi dichiarati: ma la Geopolitica si muove. Occorre svegliarsi e partecipare. Perchè possiamo diventare più consapevoli e sovrani.
Il progetto della Comunità interazionale per il contrasto allo stato islamico che avanza è fermo; o non si vede. Forse perchè, come ha dichiarato venerdì 27 scorso Romano Prodi (particolarmente "libero" in questo marzo): gli USA non "pilotano" come ai tempi di Clinton e l'Europa non è in grado di farlo. Quindi siamo in stallo. E questo conferma ciò che ho scritto qui dai fatti di Parigi in poi.
Con una novità non da poco: la Gran Bretagna ha preso -per la prima volta nel dopoguerra- le distanze dagli Stati Uniti entrando a far parte dei soci fondatori dell'Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) voluta dalla Cina, cui finora aderiscono 21 Paesi asiatici, tra cui l'India, il Pakistan e il Vietnam. In diretta concorrenza con la Banca Mondiale (controllo USA), con il Fondo Monetario Internazionale (controllo Europa/USA) e con l'Asian Development Bank, (controllo Giappone/USA). Vibranti le proteste degli Stati Uniti. Ma subito dopo Germania, Francia e Italia si sono aggiunte ai soci fondatori dell'AIIB. Rilevante movimento geopolitico dunque, non solo per l'Asia.
In Europa la Manica potrebbe restringersi, come abbiamo auspicato, perchè, a mio parere, non può resistere a lungo un polo Britannico (vivo e vitale) senza Europa e senza USA. Anche se il Governo di Sua Maestà forse pensa ad una Sterlina e ad un Commonwealth forti. Ma soprattutto al governo del mercato globale basato sul potere e sull'efficienza della City. Mettendo a frutto un momento di vuoto di potere evidente. Quello in cui gioca anche Putin. Forse sarebbe utile che la Germania e la Francia riconoscessero a Londra un ruolo consono. Maggiore dell'attuale. Con reciproco vantaggio e migliore equilibrio europeo (nonchè vantaggio di tutta l'Unione). Smettendo di giocare al primo della classe e di farsi i dispetti. In questo nuovo quadro la lotta al terrorismo potrebbe prendere corpo e trovare anche un pilota o un concerto tra piloti. Non più solo USA/Russia in cabina di regia. Ma anche Europa (più unita), Cina, e forse qualche altro Paese emergente.
L'altra novità che mi ha colpito è il documento presentato il 13 marzo scorso al Consiglio dei diritti umani di Ginevra (ONU). Si tratta di una inconsueta "Dichiarazione congiunta" di Santa Sede, Federazione Russa e Libano, sostenuta da 63 Stati, dal titolo "Sostenere i diritti umani dei Cristiani e delle altre Comunità, in particolare nel Medio Oriente". La Radio Vaticana il 16 marzo dice che "di fronte ad un rischio di estensione di alleanze tra Isis, Talebani, Al Qaida e fanatici vari" occorre fare il necessario per (parole di Papa Francesco): "contrastare la persecuzione che il mondo cerca di nascondere". E ancora Francesco: "è lecito fermare l'aggressore ingiusto"; bisogna però farlo: "nel quadro del diritto internazionale, senza affidare la risoluzione del problema alla sola risposta militare". Come intervenire deve quindi deciderlo il Consiglio di Sicurezza.
Alcune osservazioni:
1. Una Dichiarazione comune di Santa Sede e Federazione Russa fino ad oggi era impensabile. Significa che il dialogo con la Chiesa Ortodossa in questi anni è andato molto avanti. Questi sono i frutti: anche perchè Putin ha saputo negli anni in qualche modo assecondare, blandire, accompagnare quel percorso. E al momento giusto profittarne. Significa anche che le Religioni si parlano più e meglio degli Stati, come afferma Michel Houellebecq. (vedi per questo nel Blog :"L'Europa una settimana dopo Parigi", pubblicato il 15 gennaio);
2. La Dichiarazione non è singolare perchè afferma che la difesa con la forza è legittima, sia pure come "ultima ratio" e in modo proporzionato. Questo è un principio antico e pacifico, che è presente da secoli nella Chiesa di Roma. Come anche nel Diritto Romano. E da lì si è trasferito come principio cardine in tutti gli Ordinamenti democratici moderni;
3. La Dichiarazione invece è singolare perchè (lo dice il Segretario di Stato Parolin): "è urgente modificare il paradigma su cui poggia l'Ordinamento internazionale"..."operare per prevenire la guerra in ogni sua forma"..."dare consistenza a norme in grado di sviluppare, rendere attuali e imporre quegli strumenti gia' previsti per risolvere pacificamente le controversie e scongiurare il ricorso alle armi: dialogo, negoziato, trattativa..." Non è difficile scorgere la condanna di tutti gli atteggiamenti muscolari ( anche quelli USA ed Europei, oltrechè Mediorentali ed Africani), ma soprattutto una spinta al riordinamento degli strumenti inefficienti ed inefficaci nella prevenzione dei conflitti. Compresa l'ONU;
4. A me pare di vederci anche una presa d'atto lucida e realistica del definitivo superamento degli equilibri geopolitici sanciti dalla seconda Guerra mondiale. Dai quali è nata l'ONU. Ed è significativo che, nell'assenza di un "pilota", come lo chiama Prodi, il timone del rinnovamento ideale del governo del mondo per il mantenimento della pace lo assuma Francesco;
5. Noi fin qui di Francesco abbiamo evidenziato la semplicità e la visione si una Chiesa povera e misericordiosa. Ispirata al Santo di Assisi, patrono d'Italia. Ma non dimentichiamo che, dal Concilio Vaticano Secondo in poi, Assisi è diventata il centro mondiale del dialogo interreligioso ed interconfesionale. E che il Santo non era solo povero e mite, ma anche un uomo forte e pugnace a difesa dei piccoli, attivo anche sulla scena internazionale del suo tempo. Infine che il Papa Gesuita non poteva non avere in mente anche questo nello scegliere quel nome.
Lo scorso venerdì 27 marzo il Consiglio di Sicurezza dell'ONU, per la prima volta nella sua storia, ha dedicato un dibattito alla persecuzione dei Cristiani e delle altre minoranze da parte del fondamentalismo Jihadista. La Francia, Presidente di turno, è stata particolarmente attiva con il suo Ministro degli Esteri Laurent Fabius. La linea vaticana ha ricevuto ampio consenso e il Segretario generale Ban Ki-moon ha annunciato che "le Nazioni Unite stanno mettendo a punto un piano di azione per la prevenzione dell'estremismo violento, che lanceremo nel mese di settembre". Chissà se al rientro dalle vacanze troverà la sedia!
Lo scorso venerdì 27 marzo il Consiglio di Sicurezza dell'ONU, per la prima volta nella sua storia, ha dedicato un dibattito alla persecuzione dei Cristiani e delle altre minoranze da parte del fondamentalismo Jihadista. La Francia, Presidente di turno, è stata particolarmente attiva con il suo Ministro degli Esteri Laurent Fabius. La linea vaticana ha ricevuto ampio consenso e il Segretario generale Ban Ki-moon ha annunciato che "le Nazioni Unite stanno mettendo a punto un piano di azione per la prevenzione dell'estremismo violento, che lanceremo nel mese di settembre". Chissà se al rientro dalle vacanze troverà la sedia!
Iscriviti a:
Post (Atom)