martedì 16 dicembre 2014

L'origine



La prima idea, frutto dei miei pensieri estivi: il Cenacolo.

Occhiali Onesti  nasce da qui.  Dalla stessa esigenza profonda.

Occhiali Onesti è figlio del Cenacolo e risuona con lui.                                       


Il Cenacolo è un’idea, un pensiero la cui gestazione è stata lenta e lunga, ma che nelle ultime settimane si è fatto insistente. Nasce dalla constatazione che non ci diamo il tempo di riflettere sulle cose, né spesso riusciamo a condividerle. Siamo bombardati da un eccesso d’informazione predigerita o casuale. Viviamo all’interno di una coscienza collettiva artificiale, immatura, poco responsabile; spesso deleghiamo ad altri la nostra sovranità di cittadini. Non riusciamo a distinguere il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto. Né pratichiamo e pretendiamo verità e rigore.
Il Cenacolo è un luogo dove riunirsi a riflettere sulle cose che accadono e  condividere punti di vista ed esperienze in un ambiente affidabile. La riflessione sarà  guidata, cioè aiutata e messa in ordine con un certo metodo, ma completamente libera. Inizialmente sarà utile avanzare una proposta di temi, ma in seguito anche gli argomenti da trattare potranno nascere spontaneamente. Il cenacolo è anche un luogo dove si possono trovare “occhiali onesti” per decifrare realtà complesse. Un luogo terzo, davvero indipendente. Un luogo mite, gioioso, serio; dove sentirsi accolti, star bene e capire.
Il Cenacolo ha una direzione e uno scopo: si tratta di crescere nella consapevolezza insieme ad altre persone, condividere valori, scoprirli comuni e più forti, impostare un risorgimento ideale e replicarlo. Come si fa in un giardino. Per seme, innesto o talea. Si tratta di costruire o ricostruire un umus fertile sul quale possa crescere vita. E piantare speranza.
Il Cenacolo è un ambiente culturale sensibile al bello, all’arte, alla natura, al rispetto della persona umana, nella convinzione che questi valori aiutino a vivere una vita migliore. Ed è aperto a tutti, ma particolarmente adatto alle persone che abbiano dentro interrogativi, inquietudine, curiosità. Che siano aperti al futuro. Che cerchino una visione. Che avvertano in sé il coraggio di possederla e di sostenerla.
Il Cenacolo caratterizza la sua identità con alcuni concetti, atteggiamenti e parole chiave che danno forma al suo perimetro culturale e che possono orientare la scelta di parteciparvi.  In questa cornice pone innanzitutto alcuni no: no all’intransigenza, all’ideologia, al rancore, alla rabbia, alle urla, alle parolacce e alle menzogne. Perché è un luogo educato e aperto. No anche a partiti, sindacati, lobby, campanili, interessi di parte, opportunismi. Perché è un luogo che non vuole essere strumento se non di cultura, comprensione e crescita. Simmetricamente dice si alla fiducia nel futuro, alla capacità di costruire rapporti, alla capacità di avere dei sogni, alla tolleranza, al rispetto, alla trasparenza, alla verità, all’onestà. E dà molta importanza a parole come, laicità, gratitudine, sobrietà, giovinezza, rinnovamento, responsabilità.  Perché è un luogo d’impegno umano e civile.
Il Cenacolo infine non è un salotto buono, non è un tea party, un dopolavoro o un circolo e naturalmente non è una setta o una carboneria, né una loggia o un luogo iniziatico. Non è un comitato, un movimento, un gruppo di pressione, né una mutua, né un’impresa. Cioè non ha, per ora, forma giuridica. Né organizzazione stabile. Perché è figlio soltanto della libertà di riunirsi e parlarsi. In sostanza il Cenacolo è il luogo più informale e non convenzionale possibile. E’ proprio quello che non c’è, come l’isola di Peter Pan! E forse è proprio quello di cui abbiamo bisogno.


                                                                

2 commenti:

  1. La premessa ha molte aspettative. E se anche si consegue solo la metà sarà un successone, io ti seguirò assiduamente, come si suol dire:in bocca al lupo. Fortunato R.

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  2. Capisco bene ciò che dici e lo condivido. Il progetto è ambizioso e alcuni argomenti probabili sono anche spinosi, come racconta la mia esperienza di vita. Ma credo che questo sia un tempo in cui occorre più verità e, appunto, occhiali onesti per vederla. Ho studiato, combattuto, lavorato, guadagnato il giusto. Ora vorrei dire la mia esperienza con voce chiara. Può essere utile a molti. Tu sei il mio primo lettore e sei Fortunato. Anche io lo sono. Grazie di cuore!

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