Due parole sul terrorismo
Si sotiene che questo nuovo terrorismo è diverso e più insidioso rispetto a quello delle Brigate Rosse. E'vero?
Massimo Gaggi, inviato del Corriere della Sera con base a New York, nell'editoriale di oggi sul suo giornale scrive in sintesi che:
1. Il terrorismo che si è manifestato in Francia nei giorni scorsi è diverso e più insidioso rispetto a quello che oltre trent'anni fa si manifesto' in Europa, specialmente con le Brigate Rosse in Italia e con la Rote Armee Fraktion in Germania;
2. Non servono interventi di tipo militare o la chiusura di frontiere e neppure la revisione di trattati (con riferimento a quello di Schenghen, che liberalizza e regola i controlli delle persone alle frontiere comuni dell' Unione). Si sono evitate simili reazioni e bisogna riconoscere il merito per questo;
3. Occorre lavorare con la prevenzione e l'intelligence (servizi di polizia e servizi di sicurezza); ma questa attività passa attraverso sistemi tecnologici che sono necessariamente limitativi della privacy dei cittadini (fa riferimento alla normativa emanata negli USA dopo gli attentati alle le torri Gemelle nel 2001, e alle polemiche roventi -specie in Europa- sugli abusi di recente riscontrati nel corso della sua attuazione).
4. Questa attività di informazione "tecnologica" può essere certo controllata meglio, ma non va smantellata o ostacolata. Perchè contro il terrorismo funziona.
Io condivido la gran parte del ragionamento di Gaggi. Concordo in pieno sul contrasto al terrorismo che escluda interventi di tipo militare, vistosi quanto inutili, e impegni Servizi di sicurezza e Investigazioni di Polizia, semmai potenziando Europol con organici, governance e poteri più adeguati. Occorre lavorare d' Intelligece e con intelligenza; controllando bene le tecnologie e i limiti degli Apparati. Per evitare abusi.
E' vero anche che questo terrorismo è diverso da quello che negli anni '70 e '80 abbiamo combattuto e vinto: è cambiata la minaccia e siamo cambiati noi insieme a tutto il contesto. Ma io penso che non sia più insidioso di quello di allora.
Il terrorismo usa meccanismi semplici e barbari: ripetitivi. Vuol fare paura e cerca il modo per suscitarla con il minimo sforzo, per ottenere il massimo della destabilizzazione in un gruppo sociale. Tocca i tasti più sensibili e critici del momento. Cerca un megafono per pubblicizzare le sue gesta presso i più deboli.
Se un Popolo decide di non aver paura, e si stringe unito, e non fa passare le emozioni viscerali che si vogliono indurre in lui, nessuno può farcela. Così è successo allora, in quegli anni lontani, sia in Italia sia in Germania sia in tutta Europa, così può succedere ora. Anzi, rivedendo la Parigi magnifica di domenica in piazza e anche l'Europarlamento "caldo" di oggi, riunito a Strasburgo per la chiusura del semestre di presidenza italiana, a me sembra che stia già succedendo.
Certo occorre far funzionare la democrazia, chiamare i Cittadini a condividere e a decidere di più, rivivere i Valori fondativi dello stare insieme in Europa, evitare che gli opportinisti di casa (di tutte le case europee) peschino nel torbido per scalare il potere e contemporaneamente, forse non volendo, facciano il gioco dei terroristi. Certo dobbiamo lavorare ancora sull' integrazione, che non è in contrasto, come dice bene Renzi, con la difesa della propria identità culturale. Rimanere coerenti con le radici, ma contemporaneamente capaci d'inglobare, di formare cittadini leali, di abbracciare la diversità, di affascinare con la nostra cultura e con la bontà che ci è rimasta nel cuore.
La gente ha bisogno di emozione, di speranza e di sogno. Chiede di partecipare, stare insieme, ritrovarsi. Vuole vedere il proprio futuro. E fa il tifo per un secondo Rinascimento.
Il patto sociale d'Europa e le ragioni della convivenza comune non possono ridursi ai bilanci, al mercato, alla moneta. Alla paura degli sforamenti, delle ammonizioni e della troika.
Per fortuna ci sono i giovani di Erasmus, i viaggi, il lavoro lontano da casa, le Università, i matrimoni misti e le piazze. Perchè il terrorismo non si vince con i burocrati, i banchieri e i conti (utili, per carità) ma parlandosi e tenendosi per mano. Per resistere insieme e lasciare andare la paura. Per questo oggi la minaccia non è più insidiosa di allora.
ci sono tanti metodi per combattere il terrorismo, e quello della guerra è sicuramente quello peggiore. In questi anni gli USA hanno amplificato il numero dei fondamentalisti e la facilità di reclutare nuovi kamikaze è aumentata, quindi la via moderata, del dialogo, dell'inclusione può aprire varchi nelle coscienze delle genti che possono divenire refrattarie all'incitamento di uno scontro tra religioni.
RispondiEliminaUn argomento a parte è invece la situazione palestinese ed il comportamento di Israele, ma non è trattabile in questo caso.
Anch'io condivido l'analisi e le proposte di Gaggi e quelle suggerite nel post.
Grazie Massimo per questo contributo.
Francesco
Grazie Francesco, per la tua attenzione e per la condivisione. Io proseguo con questo pezzo nel mio cammino di definire valori. Su questi si può fondare il cambiamento verso un a Paese migliore. Mi riferisco all'Italia, ma anche all' Europa. Insieme si può fare tutto. Sono contento di averti a fianco in questo percorso. Massimo
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