Sono abbastanza sorpreso che il post precedente sia stato da alcuni ritenuto di parte.
Cioè appiattito acriticamente su posizioni filo clericali. Questo non è avvenuto in chiaro sul blog, con i commenti, ma attraverso altri "social". Io comprendo certe sensibilità laiche, e anche l'allergia verso le prediche dal pulpito -specie se e quando non sono accompagnate da condotte coerenti- ma condanno le posizioni laiciste, cioè visceralmente contrarie "a priori" a tutto il mondo religioso. Peraltro ritengo, da un lato, che il discorso di Papa Francesco alla curia romana sia stato un invito al cambiamento radicale di atteggiamenti sbagliati, dall'altro che abbia richiamato valori e comportamenti molto utili a migliorare tutti, e quindi la società civile. Che è il tema che ci interessa di più.
Ci sono molte persone appartenenti al clero che vogliono uscire dal guano mercantile e di potere in cui sono finiti. Tra questi per primo Francesco, a partire dalla scelta del suo nome. Certo la Chiesa (non solo quella Cattolica) è anche potere e patrimoni e intrallazzi. Non sarà una passeggiata. Per questo ho immaginato (nel post precedente) una salita gelida e un luogo in ombra. E, se avete fatto caso, ho osservato che l'inverno e il gelo possono vincere ancora. Infatti c'è chi ritiene che Francesco non ce la farà a riformare la sua Chiesa, perchè gli oppositori sono tanti e sono anche potenti. Peraltro Benedetto ha abdicato perchè, vedendo il problema in tutta la sua gravità, non si sentiva più addosso la forza per contrastarlo adeguatamente.
Occhiali Onesti su questo punto -che ricorda da vicino la situazione italiana (si veda per questo anche il post sul discorso di fine anno del Presidente Napolitano)- ha una posizione positiva e ottimista.
Il discorso del Papa alla curia è un passo tra i tanti che abbiamo visto e vedremo. Un passo forte e chiaro. E serve a tutti per inquadrare valori, meditare un pò, e alzare lo sguardo oltre al limite del quotidiano. Questo va esattamente nella direzione scelta da Occhiali Onesti, impegnato -in questa prima fase- a costruire una proposta e poi una solida base di valori condivisi. Solo partendo da lì si può impostare la resistenza all'ulteriore degrado del nostro Paese ed impostarne la rinascita.
Non possiamo riformare la Costituzione, il Senato, la politica, la legge elettorale, il lavoro, la giustizia, l'amministrazione pubblica, l'economia senza ritrovare l'etica. E questa si ricostruisce solamente dal basso, con un rammendo lungo, paziente e delicato.
Continueremo quindi a riflettere, senza fretta, sui 15 vizi scolpiti da Francesco nel marmo curiale.
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