domenica 25 gennaio 2015

Francesco: ancora una sorpresa

Ho fatto un piccolo riscontro personale, con metodi artigianali, e ho avuto risultati di nuovo sorprendenti.


Dopo la pubblicazione, due settimane fa, del post dal titolo "Francesco alla Curia: una sorpresa", dedicato al catechismo natalizio che il Papa ha proposto ai suoi più stretti collaboratori , mi sono accorto che le sorprese non finivano lì.

Il tema -lo rispolvero al volo- è Papa Francesco che, fedele al mandato ricevuto dal Conclave che lo ha eletto, va giù duro su atteggiamenti, metodi e valori inaccettabili nei suoi uffici di Roma, ma anche in tutta sua Chiesa universale. Soldi, potere, carriera, letargia ecc. Avanti così per 15 punti, nello stile lapidario di S. Ignazio.  Una vera e propria spazzolata per cambiare radicalmente il taglio del prato! 

A me era parso un "catechismo" valido ben al di là dei confini ecclesiastici: una sorta di Cattedra dei non credenti, per usare un linguaggio caro a Carlo Maria Martini, Gesuita e grande Vescovo di Milano. E mi ero proposto di percorrere con voi i 15 punti francescani come una carta dei valori. Utile per orientare un Risorgimento etico del nostro Paese, che è quello che auspico e per cui vive Occhiali Onesti.

Ma -già sapete- avevo ricevuto subito diverse critiche di stampo laicista su questo approccio. Come se quel pulpito non fosse legittimato a fare prediche. Questa la prima sorpresa, che mi ha indotto, da un lato, a spiegare meglio e difendere la mia scelta iniziale, dall'altro ad approfondire un pò il tema. 

E qui la seconda sorpresa. La percezione della Chiesa Cattolica, specie da parte di giovani  è legata spesso a queste parole:

dogma, pretesa di essere nel vero, intransigenza, ipocrisia; sensazione di: vecchio,  viscido,  marcio. Per dirla con linguaggio evangelico "sepolcri imbiancati". E poi ancora: divieto,  colpa, rimprovero, povertà (per gli altri), ricchezza (per sé), proprietà troppo sostanziose. Per concludere con: falsità, doppiezza, rendite di posizione, lobby.


Altri atteggiamenti e parole guida sono: strumentalizzazione di malattia, morte e disagio (a danno di persone incapaci, malati e persone anziane); pedofilia, fiscalità privilegiata e iniqua. Vengono contestati anche -forse perchè non ben spiegati- l'8 per mille e il Concordato. 

E poi ancora: oscurantismo, medioevo, autoritarismo, imposizione, prigione. Induzione a: paura, colpa, dolore, vigliaccheria, schiena curva, collo storto; pentimento, lamento, vittimismo, timidezza, mancanza di carattere, servaggio, rinuncia, ecc.

Insomma, ascoltando quei ragazzi sembra di ripercorrere l'Inferno dantesco, come noto pieno di chierici e fedeli non proprio in regola con la virtù.


Mi dispiace aver dovuto registrare questo, perchè la nostra cultura europea (e non solo), così bella e grande, è figlia della Chiesa (perchè non possiamo non dirci Cristiani, come ci spiegava Benedetto Croce in anni lontani e come confermano oggi intellettuali del calibro di Michel Houellebeq) e perchè anche quella mia personale è solidamente ancorata lì. 

Ma questo è il dato crudo (pur con tutti i suoi limiti artigianali). Che dà la sensazione secca di quanta strada debba fare la nostra Chiesa per riaccreditarsi. E quanta distanza separi Francesco dalla percezione qui registrata.

Mi si chiederà quale campione io abbia esaminato. Se abbia voluto infierire, andando a cercare in qualche bassofondo o in circoli eversivi o antagonisti o profani o atei, o abbia scelto soggetti cresciuti in famiglie di consumati mangiapreti ecc. No. Mi sono limitato a chiacchierare con qualche ragazzo normale in un ambiente normale. Studenti universitari appartenenti a buone famiglie di varia estrazione sociale, in una media città di provincia. Alcuni avevano frequentato scuole cattoliche. 

Io penso che quello riportatosia un giudizio troppo duro, perchè nella mia vita ho visto altro. E incontrato in quell'ambiente tante brave persone impegnate nel servizio alla comunità. E poi, forse, perchè appartengo alla generazione del Concilio, che tante speranze diede a noi ragazzi di allora precedendo di un soffio -e poi sommandosi- con la primavera del '68. O forse ancora perchè ho incontrato diversi preti intelligenti e buoni.

Ma questi giovani non mentono. Percepiscono altro, che forse noi non abbiamo visto o voluto vedere. Cose che però ha visto Giovanni Paolo, quando ha chiesto perdono per gli errori del passato; Benedetto, quando si è dimesso, non avendo più forza di arginare il male; Francesco che scaccia i mercanti dal tempio, manda in galera i pedofili e striglia la Curia. 

Forse questi ragazzi hanno un'ottica diversa, e cercano nel mondo molta più purezza e fiducia e speranza. Forse sognano un mondo molto più libero e chiaro. Forse hanno la forza di cambiarlo con entusiasmo, mitezza e tenacia. Più di noi appannati, assuefatti, bolliti,  confusi.

Occhiali Onesti è per loro e con quanti di buona volontà vogliano respirare aria pura e lavorare per un Risorgimento etico. Solo su questa base si può  sognare e costruire un Europa, una Chiesa, un'Italia migliore. Perchè l'etica ha sempre risvolti di concretezza. Porta in alto. Crea risultati buoni. Ambienti sani. Sorriso e pace.

Noi quindi stiamo con Francesco fustigatore e con i giovani arrabbiati, mentre confermiamo l'intenzione di andare avanti con quel catechismo laico in 15 punti, buono -nonostante le critiche feroci- per ragionare e aprirsi e parlare al plurale e ritrovare la nostra  semenza!

4 commenti:

  1. un pensiero ben sviluppato, con molti punti che aprono riflessione sul cambiamento che sta avvenendo nella chiesa. Aspetti che trovano riscontro nelle persone, che vedono nel Papa Francesco una figura molto vicina ai fedeli precedentemente allontanati da predicatori e falsi profeti.
    Condivido pienamente la tua analisi e ti ringrazio per aver fornito altri elementi per la comprensione sullo svolgimento dei fatti.
    Buon lavoro Massimo!
    Francesco

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    1. Grazie Francesco.
      Per l'affetto e la costanza con cui mi segui. Ma anche per la lucidità dei Tuoi commenti che mi confortano e mi stimolano sempre. Occhiali Onesti fa il suo mestiere. Cerca di capire e di far capire. E in questo il dibattito è vita. con un monologo si va poco lontano! A presto!
      Massimo

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  2. Caro Massimo,
    Mi trovo in disaccordo con l'idea, che sembra trapelare dai tuoi articoli, che quando si parla di morale si debba parlare di chiesa. Scrivo, non a caso, sotto questo articolo a sottolineare la mia aderenza a quel gruppo di giovani da te descritto. Sono disgustato dalla chiesa, ma trovo piacevole leggere occhiali onesti. Suggerisco di dare uno sguardo al mondo dell'etica nuova, come la bioetica, o l'etica nel campo di battaglia (è giusto dare ai droni la capacità di scegliere di uccidere un homo?). Buona continuazione. Ammiratore anonimo

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  3. Caro Anonimo,
    io non credo che quando si parla di morale si debba parlare "solo" di chiesa, ma è ragionevole parlare "anche" di chiesa.
    Perchè lì c'è un pezzo significativo della nostra identità e dei valori comuni d'Italia e d'Europa. Peraltro Papa Francesco sta facendo le pulizie con molta energia, e le cose che dice agli ecclesiatici valgono molto al di là di quel perimetro.
    Io le ho prese come spunto, perchè Occhiali Onesti è quotidianamente centrato sui valori e il suo compito è ricostruirli. Ripiantarli sul terreno delle coscienze delle persone più attente, come in un'orto ben curato.
    E' quel "rammendo delicato nel velluto della Comunità" di cui parlo spesso.
    Che poi la Chiesa sia fatta di persone che ti possono aver disgustato nei comportamenti, non vuol dire che essa proponga valori deboli o superati.

    Sono molto contento che tu trovi piacevole leggere Occhiali Onesti, che -come ho scritto- sta con voi giovani arrabbiati e con Francesco fustigatore.
    C'è poi un'etica laica, per esempio quella della Costituzione e, come accenni, il mondo dei quesiti nuovi (bioetica, droni, campo di battaglia ecc.)
    I quesiti nuovi devono trovare risposta in un sistema di valori consolidati. Patrimonio di una Comunità.
    Noi cerchiamo una tavola di valori condivisi qui e ora dalla Comunità che ci segue. Quella che si riconosce nel Sogno, nel Cenacolo, nel Testamento ideale di Napolitano, nell' Identikit del nuovo Presidente, nei cortei di Parigi insanguinata, nell'Europa complessa di oggi, nella vita e nelle opere di chi legge e ci segue, a cominciare da me che scrivo. Il compito è trovare il filo rosso che ci lega e poi seguirlo. Giovani, adulti e anziani, in un patto nuovo per il futuro. Noi continueremo così.
    Grazie per gli auguri che ricambio di cuore, sperando di rileggerti presto

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