Da domani il Parlamento vota il Presidente di tutti gli Italiani. Facciamoci un'idea e teniamo alta la vigilanza.
La posta è alta, le
speranze tante e le idee troppe. Questa in sintesi la fotografia della
gara ai blocchi di partenza. Della qualità, professionalità e statura
etica dei grandi elettori si è molto parlato in questi quasi due anni di
legislatura: la più bassa di sempre. E l'hanno subito dimostrato
nell'aprile 2013, non riuscendo a eleggere un Presidente nuovo.
Curiosamente hanno poi dato fiducia con larga maggioranza a due Governi, salvo poi mollarli in men che non si dica: non appena hanno cominciato a toccare interessi. Questo stesso gruppo sta modificando i criteri di selezione dei suoi successori (legge elettorale), cercando di garantirsi un futuro, e si accinge a modificare la Costituzione della Repubblica.
Ora gli tocca per la seconda volta di scegliere il Presidente di tutti gli Italiani; e c'è da tremare, perchè se l'eletto somigliasse alla media dei suoi grandi elettori saremmo davvero finiti. Questa preoccupazione peraltro -come ci siamo detti- si leggeva tra le righe del messaggio di fine anno di Napolitano (quello del suo testamento ideale) che, rivolto a tutti noi, ci invitava a vigilare su questa elezione. Ma l'intero quadro desolato che ho dipinto fin qui è costruito con "pennellate" tratte da interventi, messaggi o appelli del Presidente dimissionario.
Io non sono un analista politico, ma un uomo di buon senso e una certa esperienza che ama il suo Paese; come molti di voi. Sono convinto che sia necessario cambiare le cose, e che sia ancora possibile farlo senza dover conoscere violenza. Ma sono indispensabili verità, chiarezza e fermezza. Ci vuole soprattutto molta partecipazione democratica, che va ricostruita dal basso "con un ricamo delicato nel velluto nella coscienza civile".
Per questo non mi sottraggo al dovere di farmi un'idea e tentare con voi un ragionamento e un identikit del Presidente. Per vigilare occorre vedere, e gli Occhiali Onesti servono a questo.
Il Presidente non è un notaio di atti altrui, nè un uomo di rappresentanza senza poteri e neppure una figura inerme, lontano dalla lotta politica, non responsabile degli atti che compie. Non è neppure la più alta icona da venerare. Così lo si era forse voluto dipingere nei primi anni della Repubblica, e forse davvero passò in secondo piano in presenza di un Parlamento forte, di una politica legittimata, di partiti ben radicati tra i Cittadini.
Ora il Presidente è l'ago della bilancia di quasi tutti i giochi di peso, la bussola di una politica allo sbando, il riferimento della Magisratura e dei Corpi dello Stato. L'uomo che incarna i Valori comuni, custodisce la Costituzione e la Bandiera, da' speranza alla gente e fornisce all'Estero garanzia di un'Italia ancora credibile e sana.
Il Parlamento screditato da legislature asfittiche; la politica latitante o corrotta; i partiti liquefatti o privi d'identità; i Governi confusi, poco credibili o comunque incapaci di rappresentare tutti; la mancanza ovunque di terzietà e senso delle Istituzioni, hanno compiuto l'improbabile e inaspettata metamorfosi.
Un uomo con un peso enorme addosso, chiamato a portarlo da solo. Tutti i Presidenti, specialmente a partire da Cossiga, hanno avvertito questa grande responsabilità, solitudine ed esposizione ai trabocchetti sporchi di un ambiente miserabile e incarognito. Che non ha esitato a minacciare il Presidenti in mille modi -compreso lo stato d'accusa per attentato alla Costituzione- pur di scansare proprie responsabilità politiche o guadagnare consensi.
Un uomo con un peso enorme addosso, chiamato a portarlo da solo. Tutti i Presidenti, specialmente a partire da Cossiga, hanno avvertito questa grande responsabilità, solitudine ed esposizione ai trabocchetti sporchi di un ambiente miserabile e incarognito. Che non ha esitato a minacciare il Presidenti in mille modi -compreso lo stato d'accusa per attentato alla Costituzione- pur di scansare proprie responsabilità politiche o guadagnare consensi.
Di fronte a questo spettacolo indecente -non sempre chiaro (perchè molto attenuato dai media)- la maggioranza dei Cittadini si limita a desiderare un uomo buono e onesto, il più possibile fuori dalle porcherie della politica; oppure si smarrisce di fronte ai nomi messi in giro solo per bruciare candidature di altri. Un nome al giorno, in un gioco al massacro dove i più furbi si tirano pubblicamente fuori, sperando di essere poi sospinti ad accettare "per spirito di servizio".
Non basta un uomo buono e onesto e non si può accettare una figura mediocre frutto di compromessi o peggio figlio casuale di veti incrociati. Bisogna battersi per questo!
Vedo ad esempio su twitter che alcuni sognano una bella persona modello Josè Mujica, Presidente del Paraguay. Io lo ammiro, so che ha fatto cose importanti per il suo Paese, riducendo anche il perimetro della povertà; ma non credo che sarebbe adatto ad un ambiente complicato, cattivo e falso come il nostro. Vedo i nomi che vengono fatti sui giornali e spero davvero che dal nostro Conclave sgarrupato esca un Francesco. Umile e Gesuita. Capace di far correre la Curia e negoziare sullo scacchiere globale mentre bacia un bambino o telefona a uno sconosciuto o dona più del pane a un povero.
Vedo ad esempio su twitter che alcuni sognano una bella persona modello Josè Mujica, Presidente del Paraguay. Io lo ammiro, so che ha fatto cose importanti per il suo Paese, riducendo anche il perimetro della povertà; ma non credo che sarebbe adatto ad un ambiente complicato, cattivo e falso come il nostro. Vedo i nomi che vengono fatti sui giornali e spero davvero che dal nostro Conclave sgarrupato esca un Francesco. Umile e Gesuita. Capace di far correre la Curia e negoziare sullo scacchiere globale mentre bacia un bambino o telefona a uno sconosciuto o dona più del pane a un povero.
Ci vuole scuola e pensiero. Ci vuole allenamento. Ci vuole "cura d'anime" di lungo corso. Cioè piena conoscenza della macchina dello Stato e del contesto. Ci vogliono i giusti attributi! Il Presidente deve essere un politico con esperienza. Un gatto furbo, con sette vite, e contemporaneamente una persona mite e tenace. Con una robusta visione del mondo. Un uomo coraggioso capace di decidere da solo, e di camminare nel deserto guardando solo le sue stelle.
Uno che ami la gente e da essa tragga la sua forza. E che usi la forza del suo Popolo contro i corrotti e i cialtroni e tutte le mafie. Per costruire con noi il terzo Risorgimento d'Italia. Uno che non indugi a usare la scopa e la frusta per bonificare il Paese. Uno che sappia circondarsi di una squadra intelligente e saggia e ugualmente forte e leale. Uno che non abbia padroni, ma che sia anche misurato e capace di mediare. Uno che senta il bisogno di rendicontare al suo popolo Sovrano. Che non sia bollito in questo pentolone di gente decotta, che pensa solo per sè. E che soprattutto non gli somigli.
Un Presidente che sappia di politica internazionale, e che possa intuire il mondo con un grandangolo, come fanno da secoli al Foreign Office; ragionare con la testa del primo Obama, Nobel per la pace; andare a braccetto con la Merkel, cresciuta al di là del Muro; vedere dietro gli occhi di Putin e guardare anche cosa c'è sotto la sottana del Papa. Infine uno che decifri l'Europa; che non è più tutta con Charlie.
E dove lo trovi? https://triskel182.wordpress.com/2015/01/15/lamaca-del-15012015-michele-serra/
RispondiEliminaIo credo che bisogni sognare. E che il sogno e la determinazione nel vederlo già realizzato lo traducano in realtà. Io penso e scrivo che il Presidente di tutti noi debba e possa essere così. E così sarà. Un ottimo Presidente di grande qualità. Ci aiuterà a risorgere. A partire dall'etica!
Elimina